“Luna” è una poesia che lavora per sottrazione: poche immagini, ma dense, sospese, quasi trattenute. La luna non è solo presenza poetica, ma diventa specchio interiore, luogo di distanza e insieme di intimità. Ne emerge una scrittura essenziale, capace di trasformare il silenzio in significato e di suggerire più che dichiarare — lasciando al lettore lo spazio per completare ciò che resta volutamente incompiuto.
Luna
Non sono abituata a splendere.
Ho sempre vissuto di luce riflessa.
Non ho bisogno di apparire.
Io sono la Luna.
