Archie

Questa poesia ha una dolcezza riflessiva, nostalgica ma anche luminosa. Il tono è lieve, quasi come una carezza, eppure parla del tempo che passa, della memoria, e della gioia semplice che solo gli animali — e i bambini — sanno vivere fino in fondo.

La struttura è libera ma fluida, e alterna momenti di osservazione esterna (il cucciolo, il traffico, il ragazzo in bici) a lampi interiori che rivelano un parallelismo sottile tra il cane e l’essere umano che lo guarda — o forse lo immagina.

“Per un giovane cane / ogni giorno / come la prima volta”
Questi versi iniziali sono una dichiarazione poetica bellissima: il cane vive la meraviglia, non conosce l’abitudine come stanchezza, ma come scoperta. Il mare diventa “un nuovo giardino”: lo stupore è quotidiano, mai logoro.

Poi l’identificazione: “un cucciolo di cane, / dopo anni vuole tornare / alla vecchia scuola sua / un’avanzata puerpera.”
Qui l’immagine si fa più enigmatica e forte: una madre che ha già partorito da tempo, che ha un vissuto pieno, ma che conserva in sé la memoria del cucciolo, del bambino, del sé giovane. Come se il cane fosse specchio del tempo umano, o viceversa.

Archie, il cane, diventa protagonista di una piccola scena urbana, piena di vita semplice e osservazione. “Trotterella, fiero, osserva un ragazzo in bicicletta”: è lo sguardo dell’innocenza, della curiosità, ma anche un momento in cui il tempo sembra sospendersi.

Il momento più dolce e malinconico arriva alla fine:
“All’albero / che come nascondiglio usava / nelle giornate tristi / la passeggiata si conclude.”
È qui che il cane, come un vecchio amico, chiude il cerchio della memoria. L’albero non è solo un elemento naturale, ma un testimone silenzioso di fragilità passate, di momenti intimi e invisibili.

È una poesia che accarezza il tema del tempo, della fedeltà, della memoria emotiva. È scritta con tenerezza, ma non è mai sentimentale. Riesce a essere evocativa, quasi narrativa, ma senza perdere la sua anima lirica.

Per un giovane cane
ogni giorno
come la prima volta
il mare
scoprire è visitare
un nuovo giardino.

E per un cucciolo di cane,
dopo anni vuole tornare
alla vecchia scuola sua
un’avanzata puerpera.

Archie trotterella
fiero osserva un ragazzo
in bicicletta.

Al traffico viandante si volge,
la frangia sua svolazza.
Che voglia di tornare ragazzini!

All’albero
che come nascondiglio usava
nelle giornate tristi
la passeggiata si conclude.

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora