Sedici anni ed ero fatta
d’immateriale specchiata verità.
Consapevole esatta precisa,
pulita e pura nella coscienza
ad ogni impressione esterna su di me
da parte d’un qualsiasi interlocutore
corrispondeva essenzialmente
ciò che, contingente,
in me realmente accadeva:
ogni movimento emozione pensiero
dalla sensibilità irradiava trasparente,
la mente respirava.
E lo intuivo, lo sapevo.
Lucidamente comunicavo,
con più affidabilità e sicurezza
e chiarezza cristallina.
Ciò che avevo in mente
era facile ad intravvedersi.
Nulla c’era bisogno
che le parole aggiungessero
a complici ed affabili silenzi tra amici.
Apparenza e sostanza
coincidevano perfettamente.
Se dicevo una parola,
essa vera era assolutamente sempre
e tale risuonava, risultava sincera, onesta
pura, semplice vera si sapeva.
In quanto alla mia parola e pensiero
essi senza dubbio collimavano
con l’impressione esterna
che se ne aveva.
Zampillavo di gioia
nella fonte di grazia
ove sentirsi presenti, accettati
vivi, umani… era reale veramente
ed accadeva a me istruirmi
sulla via dei classici
che non avrei creduto
m’avrebbe scelta ed amata.
In quanto ai gusti,
Sapevo che cosa bello fosse
Esteticamente e cosa giusto e vero.
Ne avevo prova:
corrispondenza trovavo
Nei gusti degli stimati compagni
nelle giovanili amicizie incipienti.
Conservar poi accesa la fiaccola,
bel lume
ovvero senso del tempo interiore
non seppi:
perdendo i sensi
caddi nell’angoscia
di perder poi le qualità, i talenti
d’allontanarmi dal tempio del sapere
mia scuola,
infatti cambiavo una città
e dicevo addio alla compagnia.
L’identità via fu spazzata
dalla tentazione dei costumi rammolliti,
nuovi accattivanti e decadenti
come divertimento e superbia:
Rapinata della preziosa precoce sapienza,
avevo scelto indegnamente la mia sede,
disprezzato un dono.
Dimentica di me,
solo il piacere del ricordo
inspiegabilmente ancora mi lega
a quei lontani giorni luminosi
– ora più grigi –
della prima filosofia sana di vita
arguita dal molto studio
che tutto mi stava insegnando
alle lezioni di filosofia.
Sfalsati tutti i piani sensibili,
oggi sono questo strumento discorde
e confusa e altalenante
a causa dei mali e mondani attaccamenti,
come ubriaca sobria
ignoro se ciò che vale poco valga molto
e viceversa;
non so più dare il giusto valore
né peso né misura né senso ad alcunché
La mente corrotta già sbaglia
ad identificare chiaramente
Ordine origine e natura delle cose.
Rivolgendomi a Dio
m’ha saputa consolare
ma non restituire
Il senso del tempo
ed il presente.
